"Dopo una ventina d'anni che conoscevo Fabrizio De André mi sono reso conto di quanto fosse stato importante per la mia formazione. Ogni conversazione con lui era stata talmente importante da cambiarti la vita". Lo dichiarava l'autore in un'intervista a una televisione di Genova subito dopo l'uscita del libro dedicato a De André. "In Sardegna si dice di una cosa bella che "tocca metterla in canzone" e io, allo stesso modo, ho pensato che avrei dovuto scrivere un libro". Si sa che con Fabrizio si parlava di tutto: politica, arte, economia, gastronomia, ogni tanto di musica e le sue parole, piano piano, prendevano la forma di autentiche lezioni. Come nelle sue canzoni, (dove non c'erano mai bugie), dalla coversazioni traspariva l'impronta della sua anima, l'ansia di giustizia, il sogno di un mondo migliore. Discutere, bere, fumare, suonare, mangiare. Faber aveva due caratteristiche: ti faceva sentire importante e non faceva distinzioni tra classi sociali.
A queste conversazioni fa da sfondo il clima culturale e politico degli anni Settanta e Ottanta con l'avanzare dei nuovi poveri, gli immigrati, gli zingari, tutte quelle persone ai margini della società. E con le grandi intuizioni di Fabrizio anche in campo politico. In mezzo alle conversazioni ci sono le opere del grande cantautore-poeta, canzoni che attraverso le storie di molti eroi "al contrario", in una magica fusione tra musica e versi, ci hanno fatto conoscere la sopraffazione dei forti, le loro e le altrui miserie, le tante solitudini di uomini e donne, la guerra, la follia, la morte.
Uomini e donne di De André si dipana tra l'immensità di un mare odoroso e inquieto, la durezza della campagna sarda, i luoghi dei concerti che sono poi il filo conduttore del libro, dalla prima apparizione in pubblico del 1975 sino all'ultima del 1998.
Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1997 per una editrice di Cagliari, (la Demos), e Franchini la considera la vera fortuna: "Fabrizio lesse il mio omaggio e mi telefonò a casa per dirmi: "Grazie, hai rimesso ordine ai ricordi della mia vita". Per me fu il più bel regalo mai ricevuto". Uomini e donne è stato poi riproposto, in un'edizione ampliata, nel novembre del 2000 da Fratelli Frilli Editori con un successo immediato: due edizioni in due mesi. Ristampato il mese successivo perché esaurito è stato riproposto poi, in edizione tascabile arricchita da fotografie in gran parte inedite e provenienti dall'archivio della Fondazione De André, nel 2003.
Il libro è stato presentato in anteprima nazionale alla libreria Fnac di Milano il 10 gennaio 2001. Il giorno successivo Franchini fu ospite di Rai1, (si veda il video in questo sito) e all'Assolibro di Genova. Tra le tante presentazioni, due quelle davvero "speciali": nel carcere di Alghero il 23 febbraio 2001 quando Franchini e il senatore Luigi Manconi si confrontarono con i detenuti, e nella comunità di recupero per i tossicodipendeti di Camp'e Luas vicino a Cagliari.
Il libro distribuito coi giornali
L'11 gennaio del 2006, "Uomini e donne di Fabrizio De André" è stato allegato contemporaneamente a due quotidiani: "Il Secolo XIX" di Genova e La Nuova Sardegna. L'edizione tascabile, con una copertina rinnovata, è stata stampata appositamente per la distribuzione in edicola e quella destinata alla Sardegna è stata marchiata con il nome del giornale. Non è un caso che il libro sia stato distribuito in Liguria e Sardegna visto che erano le due regioni che Fabrizio amava di più.
Un capitolo estratto dal libro
Una partita a carte (brano tratto da Uomini e donne di Fabrizio De André)
Creuza de ma fu pubblicato nel marzo dell84 mentre De André era assorbito dalla vita in campagna; alle prese con le stradine che crollavano per la pioggia, il laghetto da costruire, gli animali da accudire. Insomma le basi che avrebbero consentito allazienda di diventare un modello di agriturismo curato nei particolari e nellofferta abbondante di servizi.Fabrizio camminava nel bosco e individuava i piccoli sentieri da realizzare per lagriturismo; un... allenamento, insomma, per la tournée che sarebbe durata tutta lestate con lapporto di Mauro Pagani, Ellade Bandini, Mario Arcari, Gilberto Martellieri, Sergio Portaluri, Maurizio Preti, Tony Soranno e Cristiano De André. Prima che il disco venisse pubblicato, andai allAgnata per poterlo ascoltarlo sotto la supervisione di Fabrizio il quale mi avvisò: Portati qualcosa,un walkman... io non ho nulla. Faber, infatti, aveva limpianto stereo nella sua casa di Milano e nella vita di campagna aveva poco tempo libero. La televisione sarebbe comparsa nella fattoria qualche anno dopo ma solo per ascoltare le previsioni del tempo, mi disse.
Quella sera, quando arrivai, aveva un gran maldi testa ma continuava a giocare a carte con il suocero. Ogni punto perso, unimprecazione, una smorfia sul viso. Poi la fine della partita, la sconfitta quasi liberatoria dovuta allultima scopa dellavversario,venuta a suggellareuna giornata terribile: la pioggia aveva fatto crollare la stradina interna che portava alla casa costruita in mezzo ad una vallata. Conla jeep aveva sbandato finendo contro un albero e fortunatamente sera rotto solo un faro; il vitellino era nato con un'evidente broncopolmonite. Vorrei sbattere la testa al muro per provare se cè ancora dolore, disse. Poi parlammo e la tensione si sciolse. Bevemmo il brodo e mangiammo il lesso; conosceva la mia pigriziae per questo mi offrì unarancia sbucciata. Uscimmo per andare nella stalla e cercare di far bere il vitellino con un biberon. Sta piovendo, perché non dormi qui? Accettai. Mi specificò che non aveva più i problemi di corrente elettrica che aveva avuto allinizio dellavventura in Sardegna quando aveva dovuto fare ricorso al proprio generatore di corrente. Alla fine degli anni SettantalEnel era latitante e il generatore ogni tanto andava fuori servizio o meglio funzionava per poche ore. In quei casi, mi aveva raccontato in quegli anni, bisogna sentire la notte. Lui si muoveva completamente a suo agio, sera allenato con alcuni pezzettini di carta bianca che aveva fissato nei punti strategici e che erano diventati un riferimento preciso. Al buio ci vedo bene, mi disse, e, cosa più importante per un musicista, ascolto ila musica della notte, i piccoli rumori. Stando qui senza lelettricità ho imparato a conoscere più cose di quante avrei potuto conoscere con la luce e ho cominciato a capire che tutti questi bisogni, certe necessità potrebbero essere solo la proiezione di bisogni indotti.
Mentre parlava sembrava che il mal di testa stesse andando via. Prima di Socrate erano riconosciuti solo quattro impulsi primari, mi spiegò parlando di bisogni indotti, i primi due erano quello della nutrizione e della continuazione della specie. Il terzo era quello al saccheggio di cui negli anni Ottanta era stata fornita una bella prova e lultimo era limpulso alla compassione, connaturato allanimo umano. Questultimo impulso è stato rimosso per via della morale che ha costretto le persone a seguire un insieme di regole di cui non si è convinti. Impulso alla compassione: il termine ci dice chiaramente come luomo sia già solidale per impulso naturale. Qualche anno dopo avrebbe scritto in un Destino ridicolo: Sei cresciuto in un mondo nel quale i soldi sono considerati la divinità suprema che può trasformare dincanto la vita in un paradiso, la chiave per superare ogni difficoltà. E ancora, a proposito del sogno legato a ogni sorta di lotteria: Alla gente non piace vivere. Sogna il colpo grosso come un'occasione per uscire dalla vita prima che finisca, con lillusione di tagliare in un colpo solo tutti gli inconvenienti, le contrarietà e le fatiche. Ma è un inganno..
Lestate del 1984 andò via, un concerto dietro laltro. Quando tutte le luci erano state spente sul palco, la zampogna tracia aveva rotto il silenzio e quattro fasci di luce erano partiti da un unico punto del palco per salireverso il cielo. Siniziava così, dal vivo, la piccola Odissea di cui abbiamo parlato; ma dopo Creuza de ma, Jamina e Sidun il basso introduceva Quello che non ho. E incredibile, commentava Angelo Baiguera, un cantautore triestino che s'esibiva in quel tour prima di Fabrizio, in questa canzone De André prende alcune note così basse che non esistono sul pentagramma.Seguivano il Fiume Sand Creek, la Guerra di Piero e tutti ipezzi classici, da Bocca di Rosa a Via del Campo, per poi riprendere gli strumenti etnici e proporre gli altri brani di Creuza de ma. Una tournée di grande impatto che Fabrizio condusse con qualche sofferenza per via di uninfiammazione alla faringe. Forse un motivo di più per stare vicino a me che dovevo sottopormi ad una tonsillectomia: Mi spiace, gli disse, che quel giorno sarò in tour da qualche parte e non ti potrò telefonare. (I telefoni cellulari non erano ancora diffusi, Ndc). Ma ricordami il giorno in cui ti opereranno: ti penserò, certe volte un pensiero è molto importante.